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lunedì 25 aprile 2011

Appunti scarabocchiati su un libro di aforismi: "Il valore dell'errore"

Prendo spunto da un Daily che mi ha particolarmente colpito:
http://iamarf.org/2011/04/12/daily-il-valore-dellerrore/#more-4028


Interessante è stato capire che non deve sempre andare tutto nel verso giusto, si trae molto più vantaggio dagli errori: è in questo modo che si progredisce.


Bellissima quest'osservazione, che condivido pienamente.

A tutti è sicuramente successo, in campi ed occasioni disparate.
Il primo impatto è quasi sempre di stizza, viene voglia di chiudere il libro di fisica, andare via a fare altro, di spegnere il pc, di cancellare tutto il disegno e appallottolarlo prima di gettarlo nel cestino (queste sono le mie esperienze).

Poi viene il senso di sfida, la voglia di migliorare , perchè è solo un ostacolo da nulla, se c'è, si può superare.
E quando si riesce e ci si guarda indietro, verrebbe da prendersi in giro da soli, vedendo da che inezia ci eravamo fatti bloccare e scoraggiare.
Sbagliato, il vedere la montagna più alta di quel che era fa parte del processo dell'apprendere, quella "me stessa imbranata, che sembra anche un po' stupida" che vedo se ripenso a come ero rimasta lì, a mordicchiare la penna fissando il foglio, è il presupposto per essere ciò che sono.
Indipendentemente dal risultato, se riesca o meno a venire a capo del problema, è da ammirare, non da deridere.

Ed è piacevole la sensazione all'arrivare sulla metaforica vetta, dà quel senso di soddisfazione che è la gratificazione di esserci superati.
L'errore, e il saperne prendere atto con la voglia di correggersi, è il motore che ci spinge a migliorare.


"Quando si diventa maestri in una cosa, si diviene subito allievi in un'altra."

Questo è il motto dell'individuo curioso.
Apprendimento, spinto e ritmato da errore e curiosità.

Perchè l'errore è non è lì per fermarci, gli ostacoli ci sono per essere superati.

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